Recensioni

[…] Cimarosa, il trionfo della leggerezza (…) Bonato coglie il sorridente spirito di libertà sentimentale che attraversa Il matrimonio segreto grazie all’eleganza del fraseggio, all’attenzione per i piccoli tesori strumentali che attraversano la partitura (sugli scudi i fiati dell’orchestra areniana), alla mobile incisività dei tempi e delle dinamiche […]

Cesare Galla, www.cesaregalla.it , 27 ottobre 2019

 


[…] Dagli eventi “extra Rof”, ora Bonato debutta nel festival vero e proprio: chiamato a guidare l’Orchestra Sinfonica G. Rossini per il concerto di Anna Goryachova e Simone Alberghini sa già attirare l’attenzione, confermando la fama che lo precede nella sua rapida ascesa.
Piace il piglio deciso, il vigore che imprime alle sinfonie di Norma e della Gazza ladra, baldanzose, anche drammatiche ma mai violente, sempre controllate, con interessanti spunti dinamici.
L’orchestra, specie nei fiati, non sarà perfetta, ma trasmette la piacevole sensazione di una bella sintonia con un maestro dalle idee chiare […]

Roberta Pedrotti, L’Ape musicale, 26 agosto 2019

 


[…] Finisce in gloria la stagione del Filarmonico (…) Preciso e in stile storicamente consapevole l’apporto del direttore Alessandro Bonato, alle prese con una partitura certo semplice, ma letta con bella disinvoltura […]

Mario Tedeschi Turco, Verona Fedele, 26 maggio 2019

 


 

[…] Nel pieno successo dell’ultima parte del Trittico pucciniano gioca un ruolo importante il giovane direttore Alessandro Bonato, che conduce i professori areniani con mano sicura, puntando su dinamiche vivaci e colori forti. […]

Irina Sorokina, L’Ape musicale, 31 maggio 2019

 


 

Una promessa del podio

[…] Il merito è anche della bacchetta impugnata dal giovane direttore veronese Alessandro Bonato: nella sua concertazione c’è destrezza di gesto, piena capacità di reggere il gioco corale delle voci, consapevole approfondimento e buona profondità di campo. Risultato, nel dipanarsi della partitura pucciniana emerge una narrazione vivida e briosa. Nella pagina di Cimarosa stava in scena con i suoi strumentisti, parrucca incipriata e livrea bianca, a frenare le intemperanze del borioso musicastro […]

Gilberto Mion, www.teatro.it, 30 maggio 2019

 


 

[…] Se su Verona infuria la pioggia, dentro il Filarmonico splende il sole (…) Uno spettacolo che si avvale di un unico, brillante direttore, il veronese Alessandro Bonato, a proprio agio tanto con le raffinatezze armoniche del secolo dei lumi quanto con la volubilità e intrigante energia pucciniana […]

Angela Bosetto, L’Arena, 20 maggio 2019

 


 

[…] Dirigeva e debuttava al Filarmonico, nella sua città natale, il ventiquattrenne Alessandro Bonato, che è più di una promessa del podio, visto che si è disimpegnato come un veterano, facendo suonare assai bene l’orchestra areniana e facendosi apprezzare per la brillantezza capace di venature liriche, per l’eleganza e per la chiarezza del fraseggio, che hanno chiarito quanta sofisticata sapienza Puccini sfoggi in questa partitura […]

Cesare Galla, Le Salon Musical, 19 maggio 2019

 


 

[…] il giovane direttore Alessandro Bonato (classe 1995!) ha mostrato una sicurezza notevole. Supportato da solida tecnica, presenza autorevole e belle idee musicali, Bonato ha diretto Mendelsohn chiedendo e ottenendo dall’Orchestra della Rai suono vigoroso e massima precisione nella scansione ritmica e nella tenuta del tempo, con l’unica eccezione di un rallentamento sui quattro accordi in fortissimo, nel Saltarello, prima della stretta finale. Particolarmente riusciti sono stati i movimenti centrali: con l’Andante con moto, condotto con gesti eleganti ed espressivi della mano sinistra, e il Con moto moderato (spesso infido per i direttori) guidato con fluidità e senza smancerie. La ricerca di un suono corposo ha caratterizzato anche la lettura delle ouvertures rossiniane: ne è risultato un Rossini sanguigno e godereccio, evidente sin dai pizzicati iniziali dell’Italiana in Algeri, suonati senza la minima sbavatura d’insieme, ma rinunciando al pianissimo richiesto dall’autore. Nota di merito l’aver utilizzato la «banda turca» indicata in partitura, anziché le percussioni più convenzionali. […]

Stefano Bazzi, Corriere del Ticino, 22 settembre 2018

 


 

[…] La bacchetta veronese, 23 anni, da parte sua, si è fatta subito apprezzare per il nitore messo a punto degli archi, ricco di tenerezza, sia in Holst (Suite n. 2 St. Paul’s) che in Barber.

Bonato è chiaro e preciso. Comunica bene le sue intenzioni, e ha una bella dose di mestiere già nel dna. Nelle pagine del celebre compositore inglese lavora bene sui piani di intensità, creando un gioco di prospettive di piani sonori efficace e ben riuscito, con accuratezza e delicatezza.

Anche nel celeberrimo «Adagio» di Barber, il velo malinconico, dolente è tornito con accortezza, con spiccata omogeneità nel fraseggiare. […]

Bernardino Zappa, Eco di Bergamo, 12 maggio 2018

 


 

[…] Alla testa della Filarmonica del Festival, già con la cruciale Ouverture «Egmont», Bonato ha dimostrato di possedere una spiccata sensibilità per il respiro delle frasi musicali e, in particolare, per il valore drammatico e strutturale delle pause. […]

Marco Bizzarini, Il giornale di Brescia, 28 maggio 2017