Reviews

 

[…] Sul podio – un po’ a sorpresa rispetto al cartellone annunciato, ma è una bella sorpresa – arriva Alessandro Bonato, vale a dire uno di quei direttori sui quali oggi scommetteremmo a occhi chiusi, perché dopo le esperienze dal vivo (quante finora l’età – sua – e la situazione – globale – hanno reso possibile) ha continuato a confermare nei concerti in streaming di avere sempre quel qualcosa in più d’artista che desta l’attenzione anche nel distratto scorrere di una playlist al computer […]

Roberta Pedrotti, L’Ape Musicale, 05 May 2021

 


 

[…] La “fusione di corpo e mente” di cui ancora Wagner scrisse potrebbe dirottare la visione verso un dionisiaco a buon mercato, ma non è questo di cui abbiamo bisogno ora. Ora la Settima che ascoltiamo da Pesaro con Bonato non è nemmeno leggiadra, non è nemmeno gioiosa. Eppure è positiva, perché quella tensione che la pervade è concreta, liberatoria. Tutta la sinfonia è mossa da una dinamica interna che anima con una tensione continua le variazioni agogiche, per cui la distensione del secondo movimento – al pari dell’addolcirsi luminoso ravvisabile nel terzo – è come una rincorsa, un accumulo di energia sempre pulsante verso un moto perpetuo creativo. Insomma, non si tratta di velocità, di tempi fini a sé stessi, ma di un senso di continuo crescendo verso un’akmé che non perde il controllo, che non offusca il pensiero. La presenza perentoria e vitale delle percussioni, l’incalzare della definizione metrica e ritmica non travolge sé stessa, gli accenti netti e asciutti possono essere nervosi ma non nevrotici. Il pensiero c’è, non può non esserci, ma si fa corpo nel suono e la sua forma si evolve senza requie. Ed è proprio del corpo e del suono, del loro moto che dopo un anno di distanziamenti sentiamo il bisogno: Beethoven risponde, con l’appagante spossatezza che chiude il parossismo, composto, dell’allegro con brio. […]

Roberta Pedrotti, L’Ape Musicale, 28 March 2021

 


 

[…] Alessandro Milani e Luca Ranieri primo violino e prima viola dell’orchestra Rai come tappa corrente di curricula di tutto rispetto, fanno della consuetudine sullo stesso palco il valore aggiunto di un comune sentire nella gestione del suono e del fraseggio.

Nella Sinfonia concertante per violino, viola e orchestra K 364, è un piacere sentirli duettare, incalzare, dialogare, unirsi nei passi più cantabili dell’Andante o colorire di sofisticate gradazioni dinamiche gli scambi e le eco più brillanti dell’Allegro maestoso e del Presto. L’intonazione netta è espressione di una cura dell’emissione inscindibile da un porgere intelligente, sul filo dell’affetto che si fa pathos senza perdere nobiltà. La sintonia con la concertazione di Alessandro Bonato è appagante.

Lo si sente – per quanto possibile dallo streaming – nella scioltezza con cui dinamica e agogica si sviluppano, lo si sente nell’unità di intenti. […]

Roberta Pedrotti, L’Ape Musicale, 14 February 2021

 


 

[…] Si sente subito nel suono ben calibrato di legni e ottoni, come si sente l’attenzione alle arcate, che subito trasmettono, in Schubert come in Brahms, chiarezza di idee e di visione complessiva. (…) Il controllo del suono è difatti controllo delle dinamiche, concezione di fraseggio, espressione del significato della forma. Si delinea così con una leggerezza energica e incisiva il moto interno che contraddistingue l’ouverture schubertiana, agile quando decisa nel suo sviluppo netto e ben controllato. […]

Roberta Pedrotti, L’Ape Musicale, 01 February 2021

 


 

 

[…] Alessandro Bonato, 25 anni, nuovo direttore principale della Form-Orchestra Filarmonica Marchigiana, è il più giovane direttore tra le 13 Istituzioni Concertistico Orchestrali Italiane (Ico) riconosciute dal ministero per i Beni culturali… L’anno prossimo lo attende un importante debutto sinfonico in Giappone con la Tokyo Symphony Orchestra. Solida la sua preparazione culturale e musicale, così come l’efficacia e l’autorevolezza della tecnica direttoriale (…)
Quella fatta dalla Fondazione è una scelta legata a un progetto culturale…L’incarico, biennale a partire dal 2021, prevede la presenza del direttore in almeno tre produzioni per ciascuna stagione, oltre ad un impegno in attività di comunicazione e promozione soprattutto presso le nuove generazioni, aspetto a cui Bonato pone particolare attenzione. […]

Sky Tg24, 03 January 2021

 


 

[…] La Form-Orchestra Filarmonica Marchigiana ha scelto il suo nuovo direttore principale (…) Una scelta legata a un progetto culturale di prospettiva e di qualità (…) Una scelta coraggiosa che siamo in grado di portare a termine dopo un lungo ed efficace lavoro sul consolidamento dell’orchestra […]

Cronache maceratesi, 18 December 2020

 


 

[…] Ha appena 25 anni Alessandro Bonato il nuovo direttore principale della Form-Orchestra Filarmonica Marchigiana. E’ il più giovane direttore italiano di un’ Istituzione Concertistico Orchestrale. […]

Ansa Marche, 18 December 2020

 


 

[…] Il venticinquenne veronese aveva già acceso l’attenzione con il suo debutto pesarese, più defilato nell’ambito del cartellone 2019: ora sfodera con nonchalance, in piena evidenza, la tecnica e la sensibilità per dominare il crescendo rossiniano come non sempre sanno fare direttori con il doppio dei suoi anni, la tecnica e la sensibilità per giostrare i rapporti dinamici fra i temi, il loro ricorrere, svilupparsi, rimbalzare di sezione in sezione, di strumento in strumento. […]

Roberta Pedrotti, L’Ape Musicale , 13 August 2020

 


 

[…] Cimarosa, il trionfo della leggerezza (…) Bonato coglie il sorridente spirito di libertà sentimentale che attraversa Il matrimonio segreto grazie all’eleganza del fraseggio, all’attenzione per i piccoli tesori strumentali che attraversano la partitura (sugli scudi i fiati dell’orchestra areniana), alla mobile incisività dei tempi e delle dinamiche […]

Cesare Galla, www.cesaregalla.it , 27 October 2019

 


 

[…] Dagli eventi “extra Rof”, ora Bonato debutta nel festival vero e proprio: chiamato a guidare l’Orchestra Sinfonica G. Rossini per il concerto di Anna Goryachova e Simone Alberghini sa già attirare l’attenzione, confermando la fama che lo precede nella sua rapida ascesa.
Piace il piglio deciso, il vigore che imprime alle sinfonie di Norma e della Gazza ladra, baldanzose, anche drammatiche ma mai violente, sempre controllate, con interessanti spunti dinamici.
L’orchestra, specie nei fiati, non sarà perfetta, ma trasmette la piacevole sensazione di una bella sintonia con un maestro dalle idee chiare […]

Roberta Pedrotti, L’Ape musicale, 26 August 2019

 


 

[…] Finisce in gloria la stagione del Filarmonico (…) Preciso e in stile storicamente consapevole l’apporto del direttore Alessandro Bonato, alle prese con una partitura certo semplice, ma letta con bella disinvoltura […]

Mario Tedeschi Turco, Verona Fedele, 26 May 2019

 


 

[…] Nel pieno successo dell’ultima parte del Trittico pucciniano gioca un ruolo importante il giovane direttore Alessandro Bonato, che conduce i professori areniani con mano sicura, puntando su dinamiche vivaci e colori forti. […]

Irina Sorokina, L’Ape musicale, 31 May 2019

 


Una promessa del podio

[…] Il merito è anche della bacchetta impugnata dal giovane direttore veronese Alessandro Bonato: nella sua concertazione c’è destrezza di gesto, piena capacità di reggere il gioco corale delle voci, consapevole approfondimento e buona profondità di campo. Risultato, nel dipanarsi della partitura pucciniana emerge una narrazione vivida e briosa. Nella pagina di Cimarosa stava in scena con i suoi strumentisti, parrucca incipriata e livrea bianca, a frenare le intemperanze del borioso musicastro […]

Gilberto Mion, www.teatro.it, 30 May 2019

 


 

[…] Se su Verona infuria la pioggia, dentro il Filarmonico splende il sole (…) Uno spettacolo che si avvale di un unico, brillante direttore, il veronese Alessandro Bonato, a proprio agio tanto con le raffinatezze armoniche del secolo dei lumi quanto con la volubilità e intrigante energia pucciniana […]

Angela Bosetto, L’Arena, 20 May 2019

 


 

[…] Dirigeva e debuttava al Filarmonico, nella sua città natale, il ventiquattrenne Alessandro Bonato, che è più di una promessa del podio, visto che si è disimpegnato come un veterano, facendo suonare assai bene l’orchestra areniana e facendosi apprezzare per la brillantezza capace di venature liriche, per l’eleganza e per la chiarezza del fraseggio, che hanno chiarito quanta sofisticata sapienza Puccini sfoggi in questa partitura […]

Cesare Galla, Le Salon Musical, 19 May 2019

 


 

[…] il giovane direttore Alessandro Bonato (classe 1995!) ha mostrato una sicurezza notevole. Supportato da solida tecnica, presenza autorevole e belle idee musicali, Bonato ha diretto Mendelsohn chiedendo e ottenendo dall’Orchestra della Rai suono vigoroso e massima precisione nella scansione ritmica e nella tenuta del tempo, con l’unica eccezione di un rallentamento sui quattro accordi in fortissimo, nel Saltarello, prima della stretta finale. Particolarmente riusciti sono stati i movimenti centrali: con l’Andante con moto, condotto con gesti eleganti ed espressivi della mano sinistra, e il Con moto moderato (spesso infido per i direttori) guidato con fluidità e senza smancerie. La ricerca di un suono corposo ha caratterizzato anche la lettura delle ouvertures rossiniane: ne è risultato un Rossini sanguigno e godereccio, evidente sin dai pizzicati iniziali dell’Italiana in Algeri, suonati senza la minima sbavatura d’insieme, ma rinunciando al pianissimo richiesto dall’autore. Nota di merito l’aver utilizzato la «banda turca» indicata in partitura, anziché le percussioni più convenzionali. […]

Stefano Bazzi, Corriere del Ticino, 22 September 2018

 


 

[…] La bacchetta veronese, 23 anni, da parte sua, si è fatta subito apprezzare per il nitore messo a punto degli archi, ricco di tenerezza, sia in Holst (Suite n. 2 St. Paul’s) che in Barber.

Bonato è chiaro e preciso. Comunica bene le sue intenzioni, e ha una bella dose di mestiere già nel dna. Nelle pagine del celebre compositore inglese lavora bene sui piani di intensità, creando un gioco di prospettive di piani sonori efficace e ben riuscito, con accuratezza e delicatezza.

Anche nel celeberrimo «Adagio» di Barber, il velo malinconico, dolente è tornito con accortezza, con spiccata omogeneità nel fraseggiare. […]

Bernardino Zappa, Eco di Bergamo, 12 May 2018

 


 

[…] Alla testa della Filarmonica del Festival, già con la cruciale Ouverture «Egmont», Bonato ha dimostrato di possedere una spiccata sensibilità per il respiro delle frasi musicali e, in particolare, per il valore drammatico e strutturale delle pause. […]

Marco Bizzarini, Il giornale di Brescia, 28 May 2017